La disputa sui crediti compositivi di “A whiter shade of pale”, il maggior successo di sempre dei Procol Harum (numero 1 nelle classifiche inglesi e numero 5 negli Stati Uniti nel 1967; celebre, da noi, anche la cover che ne fecero i Dik Dik col titolo “Senza luce”) è storia vecchia ma non accenna a placarsi. Dopo aver abbandonato la band due anni fa proprio per questo motivo, l’organista Matthew Fisher, il cui fraseggio di Hammond (a sua volta ispirato a due composizioni di Bach) caratterizza inconfondibilmente la melodia e la sonorità della canzone, aveva fatto causa al leader nonché editore musicale del gruppo, Gary Brooker, rivendicando la sua quota di royalty: il processo è cominciato lunedì, 13 novembre. Dal canto suo, Brooker continua a sostenere che lui e il paroliere Keith Reid scrissero integralmente la canzone ancora prima che Fisher entrasse a far parte della band. <br> I Procol Harum sono attualmente in tournée con una formazione che non include, a parte lo stesso Brooker, nessun membro originale: Fisher è stato rimpiazzato all’organo da Josh Phillips.