Tiene banco, sulla stampa specializzata inglese, la notizia del crollo finanziario della catena di negozi Music Zone, baluardo del “retail” indipendente britannico costretto dall’inizio dell’anno al regime dell’amministrazione controllata, dopo che le banche hanno rifiutato di concederle ulteriori crediti per tamponare le perdite rimediate durante la stagione delle vendite natalizie. La società incaricata della gestione straordinaria, Deloitte And Touche, ha subito disposto la chiusura di 31 punti vendita, che costerà il posto di lavoro a 325 dipendenti. “Decisione difficile ma necessaria” ha spiegato uno dei nuovi amministratori, Bill Dawson, assicurando tuttavia che lui e il suo collega Nick Dargan sono già in contatto con diversi potenziali compratori interessati a rilevare il marchio e a tenerlo in vita. <br> Music Zone aprì il suo primo negozio nel 1984 nella città inglese di Stockport, vicino a Manchester. Nel 2005, con un giro d’affari pari a 115 milioni di sterline l’anno (poco meno di 175 milioni di euro) occupava il terzo posto tra le catene specializzate di maggior successo nel Regno Unito, alle spalle soltanto di HMV e Virgin. In conseguenza della drastica riduzione, opererà ora con 72 punti vendita e 775 dipendenti su tutto il territorio nazionale.