Ancora tempo incerto (del resto ampiamente previsto) all’orizzonte delle maggiori case discografiche multinazionali. L’azienda leader di mercato, Universal Music, ha incassato 1,66 miliardi di euro nel quarto trimestre del suo anno fiscale, l’1,5 % in meno dello stesso periodo dell’anno precedente se calcolato a moneta corrente, l’1,7 % in più se misurato a valori costanti, grazie al forte sviluppo delle vendite attraverso Internet e telefonia mobile (+ 84 %, pari ora al 9,6 % del fatturato totale) e all’incasso del risarcimento nella causa intentata contro KaZaA (vedi News). A tenere in piedi il bilancio della capogruppo Vivendi (5,55 miliardi di euro, +1,2 % ), penalizzata anche da una flessione della “telecom” SFR, è stata però soprattutto la divisione videogiochi. <br> Nel trimestre chiuso al 31 dicembre, dal canto suo, la numero due del mercato mondiale Sony BMG ha subito una flessione dell’1,6 % in termini di fatturato, 1,4 miliardi di dollari (1,07 miliardi di euro): anche in questo caso la crescita dei download e della mobile music non è stata tale da compensare la flessione dei cd. Nello stesso periodo la multinazionale nippotedesca ha incrementato nettamente l’utile di gestione, 225 milioni di dollari (+ 26 %), ma solo grazie alla riduzione dei costi fissi e delle spese di ristrutturazione e alle somme incassate dalla liquidazione di un risarcimento giudiziario (non precisato nei documenti ufficiali: ma anche in questo caso dovrebbe trattarsi di quella riguardante KaZaA).