Londra è ritornata a essere la “capitale creativa” del mondo e l’industria musicale, fornendo un contributo di 6 miliardi di sterline all’economia e impiegando 130 mila persone, rappresenta uno degli elementi chiave nella nuova “età dell’oro” che le arti stanno vivendo nel Regno Unito. Lo sostiene il primo ministro inglese Tony Blair, che questo e altro ha detto in un discorso da lui tenuto alla Tate Modern nella mattina di martedì, 6 marzo, al cospetto di molti esponenti della comunità artistica londinese. <br> L’industria artistica e culturale, accanto a quella della moda e della pubblicità, rappresenta oggi più del 7 % dell’intera economia britannica e continua a crescere a un ritmo annuo del 5 %, superiore a quello medio dell’intero comparto produttivo. “Anni fa, prima di assumere la responsabilità di governo, dissi che avremmo fatto delle arti e della cultura parte della nostra ‘sceneggiatura portante’ ”, ha ricordato il premier nel suo intervento al celebre museo londinese. “In altre parole, non sarebbero più rimaste periferiche, come si trattasse di una postilla, un prezioso divertimento una volta portato a termine il lavoro amministrativo serio; avrebbero dovuto invece diventare centrali, un elemento essenziale della narrativa riguardante il carattere di una Gran Bretagna nuova, differente, trasformata”, ha aggiunto Blair, concludendo: “Non lo dissi perché pensavo che noi, come governo, saremmo stati di grande importanza per voi, il mondo delle arti; ma piuttosto perché voi, la comunità artistica, eravate destinati a diventare di fondamentale importanza per il paese”.