L’ultimo, assai pubblicizzato, caso di “payola” negli Stati Uniti si chiude con una significativa vittoria dell’anello debole della catena, le etichette indipendenti. <br> Messi alle strette dagli investigatori della FCC (l’antitrust americano), i quattro network incriminati, Clear Channel, CBS Radio, Entercom e Citadel, hanno accettato di pagare al governo federale una multa complessiva di 12 milioni e mezzo di dollari, ma non solo: con la A2IM, la American Association of Independent Music, hanno raggiunto separatamente un accordo che prevede la concessione, ovviamente gratuita, di 8.400 “segmenti” radiofonici di mezz’ora ciascuno ad “artisti locali” ed etichette discografiche indipendenti non controllate dalle quattro major e con quota di mercato non superiore al 5 %. Con la stessa organizzazione delle indie le emittenti hanno anche concordato una serie di regole che disciplineranno d’ora in poi i rapporti tra funzionari discografici e programmatori radiofonici e che prevedono, tra l’altro, controlli stretti sui movimenti di merci e denaro, un tetto massimo a regali e concessioni e persino un numero verde telefonico a cui i dipendenti delle aziende potranno segnalare eventuali casi sospetti. <br> Peter Gordon, presidente dell’etichetta Thirsty Ear Recordings e negoziatore principale per conto della A2IM nella trattativa, l’ha definito “l’accordo storicamente più importante a cui la comunità indipendente sia mai pervenuta con le radio”.