Il mese di maggio si prospetta come un momento chiave per il futuro della musica digitale. Oltre al lancio annunciato del catalogo EMI su iTunes in versione priva di DRM, infatti (vedi News), dovrebbe segnare anche l’attesissimo e più volte rinviato debutto del negozio digitale di Amazon, da molti accreditato come il vero, potenziale rivale della Apple. Anche sullo “store” dell’azienda di Seattle, tra l’altro, verrebbe venduta legalmente musica senza protezioni: con l’avallo, si dice, della leader di mercato Universal Music, disponibile a sperimentare con Amazon e altre piattaforme di distribuzione il download in formato mp3 di titolo importanti – per cominciare – del suo repertorio classico e crossover (incluso Andrea Bocelli). I portavoce di Jeff Bezos, fondatore del grande emporio on-line, continuano a tacere, ma fonti contattate dal settimanale Billboard confermano che le trattative con le case discografiche si stanno intensificando, anche riguardo all’opportunità o meno di vendere effettivamente i file mp3 al di sotto del prezzo standard di 99 centesimi (di euro o di dollaro). <br> In prospettiva, tanto iTunes che Amazon dovranno poi fronteggiare il problema dell’indisponibilità in formato non protetto di un catalogo completo, dato che le altre due major, Warner Music e Sony BMG, continuano a professare fedeltà al DRM e ai sistemi di gestione dei diritti digitali che limitano la circolazione e la trasferibilità dei file . Un anonimo dirigente discografico citato da Billboard sostiene che Bezos commette un errore nel puntare sull’mp3: non ne avrebbe bisogno, per strappare quote di mercato alla concorrenza, considerata la popolarità e il gradimento di cui il suo marchio gode presso i consumatori on-line.