Spettacolare intervento di Chuck D alla quarta edizione del "Plug In" a New York, dove il leader dei Public Enemy è stato invitato come speaker a margine del dibattito "MP3 e la rivoluzione digitale". Rivisitando insieme al pubblico le vicende della carriera del suo gruppo e, in particolar modo, la sua difficoltà nei rapporti con le major, Chuck D ha parlato a ruota libera, deliziando la platea con uno scoppiettante turpiloquio e un umorismo francamente irresistibile e mettendo insieme materiale e affermazioni sufficienti per una dozzina di potenziali cause (contro di lui, naturalmente). Di seguito, una breve collezione di citazioni e rivendicazioni:<br> «Io sono un artista, e creo, e completo un’opera. Quest’opera finisce in mano di chi? Di un impiegato che deve difendere il suo posto. E farà tutto quanto è necessario per proteggere il suo posto di lavoro, non la mia arte e la mia opera...». <br> «Le grandi corporation non voglio affatto educare i consumatori. Non vogliono consumatori intelligenti: preferiscono programmare robot». <br> «I giorni dei “demo” sono finiti. La nuova tecnologia è alla portata di tutti, chiunque può prepararsi un prodotto finito con pochi soldi». <br> «Le major? Non sono tipi cattivi, sono solo gente che ha un lavoro...». <br> «Internet killed the video star? Forse... Nel prossimo secolo saremo schiavi e padroni della tecnologia: schiavi perché non potremo farne a meno, padroni perché sceglieremo di vedere quello che ci pare». <br> «Se non possiedi i master, i master possederanno te (questa me l‘ha ispirata Prince, the Artist...)». <br> «La SDMI? I discografici dicono che vogliono proteggere la musica. Che proteggano gli artisti, innanzitutto, altrimenti non rinnoveranno i loro contratti e non avranno nuova musica da proteggere». <br> «Internet prima - tutto il resto per secondo». <br> «La distribuzione digitale è come un pitbull che ti ha azzannato una gamba: non sai se accarezzarlo per farlo smettere (ma sta continuando a farti male!) o bastonarlo per scacciarlo (ma lui affonderà ancora di più i denti nel tuo polpaccio!). Insomma, non c’è niente da fare...».