Continuano a crescere (ma non abbastanza da compensare le perdite del mercato tradizionale) i download di musica legale in Italia, + 103 % tra l’ottobre del 2006 e il marzo del 2007 (fonte Soundscan): e questo nonostante il tasso di penetrazione della banda larga nel nostro paese, + 3 % tra il 2005 e il 2006, sia ancora nettamente inferiore alla media europea, + 4,4 %, e ai valori registrati in paesi come Francia e Regno Unito (+ 5,2 %). “E’ evidente che i forti limiti all’espansione della banda larga in Italia stanno penalizzando lo sviluppo del mercato legale” commenta Enzo Mazza, presidente dell’associazione dei discografici FIMI. “Ogni punto percentuale in più di penetrazione di broadband porterebbe ampi benefici anche al download legale che sta conquistando molti consumatori, come è testimoniato dai risultati dello scorso marzo, con quasi mezzo milione di brani venduti in rete in Italia”. “Accanto ad un’offerta legale, ampia e di qualità”, conclude Mazza, “deve però contrapporsi anche una forte tutela legale dei contenuti. E’ importante infatti colpire radicalmente l’offerta di contenuti illeciti, soprattutto condivisi attraverso le reti p2p su larga scala”. <br> Una ricerca condotta dalla Fondazione Einaudi di Roma conferma infatti un rapporto inversamente proporzionale tra peer-to-peer e acquisti di prodotti musicali (in sintonia con i dati FIMI, che tra il 2001 e il 2006 registrano un crollo delle vendite dei cd da 43 a 26 milioni di pezzi): il 30 % di coloro che scaricano musica da Internet in modo illegale, secondo il suddetto sondaggio, avrebbe ridotto la spesa destinata all’acquisto di cd.