I dati contenuti nell’ “Annuario dello Spettacolo 2006” appena presentato a Roma dalla SIAE confermano una sensazione ormai diffusa tra gli operatori e gli addetti ai lavori: anche i concerti di musica leggera, per anni apparentemente impermeabili alla crisi della musica, cominciano a soffrire della situazione.<br> Le cifre raccolte dalla società degli autori parlano infatti di una riduzione consistente degli introiti della musica dal vivo, - 6,38 %, legata tanto a un calo di offerta, - 5,68 %, che a una flessione nelle presenze, - 6,62 %. Meglio vanno le cose per il ballo (presenze in aumento del 2,25 %) e per il cinema, per il teatro e anche per le mostre, tanto che la spesa complessiva degli italiani per assistere a spettacoli di varia natura è stata superiore a quella del 2005, 1 miliardo e 972 milioni di euro di incassi al botteghino che diventano 3 miliardi e 729 milioni di euro includendo anche l’indotto (prevendita di biglietti, consumazioni al bar, servizi guardaroba ecc.), mentre il volume d’affari globale del settore, che comprende anche sponsorizzazioni, pubblicità, cessione di diritti televisivi ecc., è stato di 5 miliardi e 781 milioni di euro. “Gli italiani hanno fame di cultura e preferiscono uscire che vedere la tv”, sostiene il presidente SIAE Giorgio Assumma. Ma di quella domanda crescente i concerti di musica pop e rock rappresentano ora una fetta minore: l’eccesso di offerta e il caro prezzi dei biglietti forse cominciato a far sentire il loro effetto.