Si sapeva che era tornata in studio di registrazione per incidere nuove canzoni, era ben nota la sua ostilità nei confronti dell’industria discografica tradizionale (vedi News): poco da stupirsi, allora, che Joni Mitchell abbia deciso di seguire l’esempio di Paul McCartney (vedi News) affidando alla catena americana di caffè e alla sua etichetta Hear Music il compito di pubblicare il nuovo album “Shine”, atteso in Europa per il 24 settembre (distribuzione a cura di Universal, Concord negli Stati Uniti). L’album è composto da dieci canzoni, due delle quali già utilizzate in “The fiddle and the drum”, un balletto basato su musiche della cantautrice canadese che ha debuttato a Calgary quest’anno, mentre in scaletta è inclusa anche una nuova versione del classico “Big yellow taxi”. <br> Nel corso della sua quarantennale carriera la Mitchell ha pubblicato dischi per Reprise (al debutto, tra il 1968 e il 1971, e poi nuovamente tra il 1994 e il 2000), Asylum, Geffen, Nonesuch e Rhino. Nel 2002, in aperta polemica con il music business, si era virtualmente ritirata dall’attività musicale per dedicarsi alla pittura (una sua mostra debutterà a New York in autunno), ma nel 2005 aveva realizzato una compilation della serie “Artists choice” proprio per Starbucks. Nell’annunciare l’accordo il presidente di quest’ultima, Ken Lombard, l’ha definita “un’artista del Rinascimento”, e ha confermato di non volersi fermare qui: “Abbiamo parlato di tre artisti per fine 2007 e di otto per la fine del 2008”. Tra i nomi che già circolano con insistenza, c’è quello di James Taylor.