Non è un sito illegale, ma nasce in contrapposizione e in polemica aperta con l’industria discografica: Amazingtunes.com, partorito dalla mente dell’inglese Paul Campbell e maliziosamente configurato, graficamente, sulla falsariga di iTunes, permetterà a qualunque artista sconosciuto e senza contratto di distribuire gratuitamente la sua musica in rete o alternativamente di venderla al prezzo di 79 pence per brano; agli interpreti, in questo caso, viene garantito il 70 % degli introiti. <br> I contratti proposti da Amazingtunes.com non contengono clausole di esclusiva, non comportano spese di iscrizione e permettono a chi vi aderisce di pubblicare on-line un proprio profilo, di creare playlist e di recensire dischi altrui. “Odiamo le case discografiche”, spiega uno dei messaggi di presentazione dell’iniziativa pubblicati sul sito. “Depredano i musicisti, amano il denaro più della musica e, non bastasse, non hanno gusto. Per fortuna stanno morendo. Nessuno ha più bisogno di loro”.