Siete delle pop star dal curriculum importante ma non ne potete più delle case discografiche? Associatevi a un “brand” commerciale forte e apprezzato dai consumatori, e non ve ne pentirete. E’ la proposta di Ric Salmon, un ex dirigente (guarda un po’) della major Warner Music International che per coltivare la sua nuova “business idea” ha fondato una società chiamata Harvest Entertainment. La formula contrattuale, da lui illustrata al settimanale inglese Music Week, è la seguente: l’artista conserva i copyright sul suo nuovo repertorio musicale ma, in cambio di una determinata (e cospicua) somma di denaro, accetta di metterlo a disposizione di un marchio extramusicale. Quest’ultimo può dunque utilizzarlo a piacimento per le sue campagne pubblicitarie su Internet, in radio e in tv, usare l’immagine della star per promuovere i propri prodotti, sponsorizzarne i tour e garantirsi una fetta sul merchandising venduto. Magari anche studiare insieme all’artista nuove forme di distribuzione della sua musica: per esempio, se si trattasse di una marca automobilistica, incorporare il suo nuovo album nel lettore cd dell’autovettura. <br> Condizione necessaria e sufficiente, che l’artista sia libero da contratti con una casa discografica. “E’ una pratica comune nel mondo dello sport”, spiega Salmon, fiancheggiato nell’impresa dalla Upfront Promotions di Gary Davies, il deus ex machina che sta dietro alla distribuzione gratuita dei cd di Prince, Travis e altri con il giornale inglese Mail On Sunday (vedi News). “I marchi commerciali desiderano avere partnership esclusive con gli artisti”, aggiunge, “e per questo sono intenzionati a sborsare grosse somme di denaro”.