Sony Music (gruppo Sony Corp.) e BMG (gruppo Bertelsmann) sono un corpo e un’anima ormai da tre anni (vedi News), eppure la validità della loro fusione resta tuttora in discussione. Proprio in queste ore l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea, Juliane Kokott, ha voluto esprimere il suo parere sulla vicenda, affermando che il Tribunale di Primo Grado dell’Unione fece bene ad annullare il “merger” con la sua sentenza emessa nel 2006. L’operazione era stata convalidata due anni prima dalla Commissione Europea, ma poi contestata in giudizio dall’associazione delle etichette indipendenti Impala che vi ravvisava pesanti rischi per la concorrenza e il mercato; costretto a riaprire la pratica, l’antitrust ha confermato il suo via libera alla joint venture lo scorso mese di ottobre (vedi News). <br> Come si possa fare marcia indietro dopo tutto quel che è successo, resta da verificare; ma intanto il presidente di Impala Patrick Zelnik (che guida anche l’etichetta francese Naïve) confida che “la Corte segua il consiglio dell’Avvocato Generale nell’interesse di migliaia di piccole e medie case discografiche e di artisti in tutta Europa”. Non dovesse succedere niente, come è probabile, gli indipendenti potranno almeno consolarsi sostenendo di averci visto giusto, quando denunciavano i pericoli concorrenziali di una concentrazione tra due delle maggiori case discografiche del mondo.