La EMI? Troppo burocratica e senza idee, popolata da “gente che è diventata davvero noiosa”. Intervistato dal Times, “Macca” spara a zero sulla casa discografica a cui è rimasto legato per quarantacinque anni e che tuttora detiene i diritti sul suo catalogo, Beatles ovviamente compresi. “Temevo il momento di andarli a trovare”, ha confessato McCartney al quotidiano inglese, lamentando il fatto che “tutti alla EMI erano diventati parte dell’arredamento. Io ero un divano; i Coldplay una poltrona. E Robbie Williams, non oso pensare che cosa fosse”. <br> Ricordando il fatto che nel 1970 John Lennon riuscì a far pubblicare “Instant karma” una settimana dopo averla scritta, Sir Paul se la prende con i tempi lunghi delle major. “Quando ho chiesto di pubblicare una canzone la settimana successiva mi hanno detto che oggi non si può più fare, e che ci volevano sei mesi per capire come promuovere e commercializzare un album. Non basterebbero due giorni, a una persona brillante? Gesù Cristo, gli ho detto…Guardate ragazzi, mi dispiace, ma io voglio provare un’altra strada”. Di qui la decisione di firmare un contratto con Hear Music (vedi News), l’etichetta di Starbucks che ha pubblicato il suo ultimo album “Memory almost full” già premiato da vendite superiori al milione di copie nel mondo.