Robbie Williams sta pensando di seguire l’esempio di Paul McCartney e dei Radiohead, suoi ex compagni di etichetta? Il suo manager e fondatore di IE Music, Tim Clark, ha dichiarato al Daily Telegraph che una volta esauriti gli impegni contrattuali con la EMI, il suo assistito ci penserà due volte prima di firmare di nuovo con una major. Meglio pensare alle potenzialità di Internet, piuttosto: “Quel che ci preoccupa, del vecchio modo di fare, è che si ottengono servizi scadenti e costosi, e questo proprio nel momento in cui abbiamo una fantastica opportunità di arrivare direttamente alla fanbase”, ha spiegato Clark. “Non vogliamo proprio che la mano morta delle multinazionali ci soffochi delle opportunità così brillanti”. <br> Nessun commento da parte della EMI, che a Williams nel 2002 ha garantito 80 milioni di sterline (oltre 112 milioni di euro al cambio attuale) siglando un accordo a tutto campo che prevede anche la spartizione dei proventi derivanti da concerti, merchandising, film e programmi televisivi e che ha segnato una svolta nei rapporti tra artisti e case discografiche (vedi News). Per onorare quel contratto, l'ex Take That deve ancora consegnare alla major un album di inediti e un greatest hits.