Essere in regola con le licenze SIAE non basta più, e diffondere musica in pubblico senza pagare la SCF, la società consortile fonografici che amministra e riscuote i cosiddetti diritti connessi per conto di case discografiche e artisti interpreti esecutori, può avere conseguenze spiacevoli. Lo hanno sperimentato sulla propria pelle i gestori dell’American Bar e dell’Hotel I Maquis di Courmayeur, e l’addetto a uno stand allestito dalla Rossignol sulle piste da sci di Plan Checrouit, che si sono visti sequestrare dalla Guardia di Finanza di Entreves, lo scorso weekend, gli strumenti utilizzati per riprodurre musica al chiuso e all’aperto: un iPod mini da 6 GB, un personal computer, 146 compact disc originali e 127 cd masterizzati. La duplice operazione si è conclusa con la denuncia di quattro persone per violazione della legge sul diritto d’autore.