Pare che nella redazione del New Musical Express non circoli un grande ottimismo. Nel 2002, dopo l'arrivo del giovane nuovo direttore Conor McNicholas, che aveva portato con sé molti nuovi redattori, le vendite avevano ripreso quota; ora, secondo statistiche non ancora ufficiali, la diffusione starebbe scendendo. L'NME in particolare sarebbe passato da circa 70.000 copie alle 68.100 del giugno 2007 ed ora ad una media attuale di circa 64.000 per numero. Difficile individuare, se il trend è effettivamente questo, le reali cause. Quelle che maggiormente vengono evidenziate si riferiscono alla sempre maggior penetrazione dei siti musicali su Internet e alla scarsa esperienza dei nuovi giornalisti voluti da McNicholas. In quest'ultimo caso è da ricordare il rimprovero di Morrissey, il quale si era lamentato d'essere stato intervistato da un giornalista dell'NME che non conosceva assolutamente, se non solo di nome, David Bowie. La casa editrice dello storico settimanale britannico, edito dal marzo 1952, avrebbe ora intenzione di rilanciare la rivista. Da notare che nei giorni di maggior gloria, dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Settanta, con giornalisti di grande spicco come ad esempio Charles Shaar Murray prima e poi Julie Burchill, Tony Parsons, Paul Morley e il "mitico" Nick Kent, l'NME vendeva circa 250.000 numeri con picchi di 300.000 copie.