Ha destato molto interesse l'inchiesta di Rockol relativa all'incidenza, nel panorama radiofonico italiano, del fenomeno "payola" (ovvero la cessione, da parte dell'emittente, di airplay a repertorio di un'etichetta in cambio dell'acquisto di spazi pubblicitari, vedi News): in molti hanno commentato, o indirizzato e-mail, alla redazione, esponendo il proprio punto di vista. Un'indagine pubblicata nella nostra sezione riservata ai sondaggi ha permesso di fare luce su come questa anomalia nei rapporti editorial-commerciali tra etichette e stazioni radio venga percepita dai nostri lettori: la stragrande maggioranza, non sappiamo se per scarsa informazione o per una precisa inclinazione etica, non trova nulla di strano nel "do ut des" occulto tra radio e case discografiche, mentre un terzo dei votanti vede nel fenomeno un sintomo del malcostume italiano. Il 14% condanna invece l'atteggiamento delle emittenti, che - di fatto - subordinano ragioni commerciali ad istanze editoriali. Nessuno ha individuato responsabilità da parte delle etichette complici del "gioco", così come nessuno crede che il fenomeno interessi solo realtà medio-piccole e non i grandi network.