Oggi pomeriggio è morto Mario Ragni.<br> Non c’è bisogno che spieghi chi è Mario Ragni, e lascerò ad altri raccontare chi è stato, cosa ha fatto, quale è stata la sua importanza nella discografia italiana degli ultimi quarant’anni. <br> Quello che voglio dire, qui, adesso, è che sono molto triste e anche un po’ incazzato. <br> Sono triste perché con Mario ho lavorato in passato nella stessa casa discografica, e poi ho continuato a collaborare con lui tante volte, sia quando lui ha continuato a lavorare in case discografiche “importanti” sia quando ha aperto una propria etichetta, la MBO, insieme a sua moglie Olly. <br> Sono un po’ incazzato perché, essendogli stato vicino negli ultimi anni, so quanto sia stato maltrattato – e, peggio, poco considerato - da tanta gente dell’ambiente. E so quanto se ne dispiaceva. <br> Mi ha raccontato, e non farò nomi qui, di artisti (“artisti”, bah) che lo facevano dannare con le loro stupide pretese, di gente che gli doveva molto o anche tutto che scompariva e non si faceva più trovare, di promesse non mantenute, anche (banalmente) di soldi non pagati e di impegni non rispettati. <br> Mario non era un santo, non voglio farne l’agiografia: ma era una persona buona e corretta. E soprattutto era una persona appassionata di musica, uno capace di passare giorni a cercare i titoli migliori per una compilation (e in Italia Mario è stato il primo, e il migliore, nel progettare compilation e raccolte), uno che si scervellava per trovare l’idea giusta o la canzone più riuscita, uno che credeva sempre nei “suoi” artisti e che si dannava l’anima per aiutarli ad avere successo. <br> Purtroppo, credo siano pochissimi quelli che l’hanno ricambiato. <br> E credo che siano pochissimi i discografici – fra i quali molti hanno imparato pezzi di mestiere da lui – che abbiano cercato di aiutarlo quando ne ha avuto bisogno. <br> Mi piacerebbe essere al suo funerale per contarli, quelli che ci verranno. Non so ancora quando e dove sarà il funerale di Mario Ragni, lo scriveremo domani, ma so già che io non ci sarò. Lo aspetterò a Sanremo, dove verrà portato da Milano, e lo saluterò là. <br> Mi auguro che sia un funeralone, che ci sia tantissima gente a rendere omaggio a un uomo gentile che negli ultimi anni ha sofferto forse più per il comportamento della gente del suo ambiente che per la malattia che se l’è mangiato. <br> Ciao Mario, ci vediamo a Sanremo. <br><br> Franco