Ci si attendeva grande bagarre in aula, invece nell’arco di appena ventiquattro ore il Senato francese ha approvato a larga maggioranza, 297 voti favorevoli e 15 contrari, la nuova legge su Internet e creatività che include la possibilità, dopo due “avvertimenti”, di bloccare temporaneamente l’accesso alla rete da parte di chi viola ripetutamente i copyirght immettendo sul Web file audiovisivi non autorizzati (vedi News). I senatori francesi hanno proposto un numero molto limitato di emendamenti al disegno di legge che prossimamente (primi giorni di gennaio 2009) dovrà essere votato in Parlamento con procedura di “emergenza”. Se il testo dovesse essere approvato nella sua formula attuale entrerebbe dunque in vigore lo schema delle "tre infrazioni", che prevede in prima istanza l’invio di un avvertimento informale via mail ai file sharer illegali, seguito entro sei mesi da una lettera formale di diffida; in caso di ulteriore recidiva verificata entro l’anno successivo, un’autorità amministrativa appositamente costituita avrà facoltà di richiedere al service provider i dati personali del pirata informatico bloccandogli l’accesso alla rete per un periodo compreso tra un mese e un anno e senza possibilità di aprire un nuovo account presso un altro ISP. La legge impone degli obblighi anche all’industria musicale, a cui è richiesto di abbandonare i sistemi di protezione dei file DRM entro sei mesi e di pervenire quanto prima a un accordo sulla “interoperabilità” dei file musicali tra sistemi diversi. Secondo alcuni osservatori locali e internazionali, lo spirito della nuova legge francese contrasta con una recente pronuncia del Parlamento Europeo il quale, a proposito della regolamentazione del settore delle telecomunicazioni, ha sancito la necessità di tutelare i diritti e la libertà degli utenti finali se non è intervenuta una sentenza giudiziaria e salvo il caso in cui non sia in gioco la pubblica sicurezza; il ministro della Cultura francese Christine Albanel sostiene invece che le nuove disposizioni non intaccano i diritti dei cittadini.