Mentre i filmati, ufficiali o <i>user generated</i>, che contengono materiale audio/video appartenente a Warner Music continuano a essere lentamente rimossi dalla piattaforma (vedi News), non sembra sussistere il rischio immediato che altre major discografiche ne seguano l’esempio. Lo rivelano fonti anonime al New York Times, aggiungendo che trattative sono in corso con la casa madre di YouTube, Google, per rivedere i termini dei contratti. Gli accordi di licenza iniziali con le case discografiche, siglati due anni fa, sono scaduti da mesi e i fornitori di contenuti musicali vorrebbero incrementare sensibilmente le royalty sugli streaming musicali da abbinare alla loro fetta di utili pubblicitari. Google, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe anche pensare di allestire un contenitore parallelo di video musicali ufficiali finanziato in toto dalla pubblicità. <br> L’atteggiamento più conciliante di Universal, EMI e Sony potrebbe essere dettato, secondo alcuni, da condizioni contrattuali più favorevoli rispetto a quelle ottenute originariamente da Warner.