Il governo italiano ha istituito un comitato tecnico per contrastare i fenomeni della contraffazione e della pirateria digitale, che ogni anno sottraggono all’industria nazionale e alle casse dello stato 5 miliardi di euro (due per violazione dei diritti d’autore), mantenendo il nostro paese nella “watch list” delle nazioni che, secondo l’amministrazione statunitense, non garantiscono adeguata tutela contro la pirateria multimediale. <br> Il nuovo organismo, voluto dal ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi e insediato presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, sarà coordinato dal segretario alla presidenza del Consiglio Mauro Masi, già commissario straordinario della SIAE; ne faranno parte anche due rappresentanti dello stesso Bondi, due esponenti della presidenza del Consiglio, due esperti del settore e il presidente della SIAE, oltre ai capi di Gabinetto dei Ministeri di Cultura (in veste di vice coordinatore), Interno, Esteri, Sviluppo economico, Giustizia, Politiche europee e Gioventù. <br> Masi e il suo staff incontreranno nei prossimi mesi tutti i principali operatori Internet e dell’industria dei contenuti, allo scopo di raccogliere informazioni e proposte utili a delineare una strategia efficace di lotta alla pirateria attraverso strumenti legislativi e codici di autoregolamentazione. <br> Il decreto ministeriale che prevede l’istituzione del comitato precisa che nessuno dei suoi membri percepirà compensi, avendo solo diritto al rimborso di eventuali spese di trasferta. “Non abbiamo alcun intento repressivo nei confronti del fenomeno Internet”, ha dichiarato Masi, “ma il dibattito sulla proprietà intellettuale è aperto in tutti i Paesi occidentali”. “Scopo del lavoro del comitato”, ha aggiunto, “è di trovare un punto di equilibrio fra libertà individuali, interesse pubblico, diritti d’autore e sviluppo economico del Paese”. <br>