Il 95 % della musica in circolazione su Internet, 40 miliardi di canzoni scambiate gratuitamente l’anno scorso in violazione dei diritti di artisti e discografici, è tuttora in mano ai pirati. E l’industria musicale cerca di reagire “cambiando pelle”, nelle parole di John Kennedy, presidente della federazione internazionale IFPI: ricercando nuovi modelli di business, nuove partnership commerciali e distributive, nuovi sistemi per incassare denaro anche a fronte di un pubblico che la musica si sta abituando a non pagarla (royalty sulle vendite di telefonini e lettori digitali, partecipazione agli introiti pubblicitari delle piattaforme on-line, ecc.). Grazie anche a queste trasformazioni, spiega il Digital Music Report 2009 appena pubblicato dalla stessa IFPI, cresce (sia pure con una qualche fatica) il consumo legale di musica digitale, 1,4 miliardi di brani acquistati o scaricati nel corso del 2008 (+ 25 %) , e così anche il relativo fatturato delle case discografiche, 3,7 miliardi di dollari nel corso del 2008 per un incremento annuo pari anch’esso al 25 %. <br> La musica, spiega il Digital Music Report, rappresenta oggi il 20 % del giro d’affari dei servizi digitali: meno dei videogiochi (35 %), con cui del resto intreccia rapporti sempre più stretti (vedi News), ma molto più del cinema, che su questo fronte è ancora agli albori (4 %). Lo studio attribuisce oggi alle piattaforme digitali il 20 % dell’intero mercato discografico mondiale (+ 15 %) grazie anche alla crescita dei modelli di fruizione in abbonamento e dei siti di streaming, social networking e video-sharing come YouTube, i cui proventi, solo in Italia, sono cresciuti l’anno scorso del 103 % superando il milione di euro. Quanto ai download, l’incremento riguarda tanto gli album digitali (+36 %) che i brani singoli, con “Lollipop” di Lil’ Wayne in cima alla classifica delle canzoni più scaricate del 2008, 9,1 milioni di download legali. Lo segue la cantante pop/r&b giapponese Thelma Aoyama, la cui “Soba ni iru ne” è stata scaricata legalmente in 8,2 milioni di esemplari (il Giappone del resto è il secondo mercato digitale al mondo, 19 %, dopo gli Stati Uniti, 39 %) mentre il primato italiano spetta a “A te” di Jovanotti. In Italia, aggiunge una nota redatta dall’associazione locale FIMI, nei primi 9 mesi del 2008 il fatturato digitale è stato di 11 milioni di euro, con un forte incremento della Internet music (+ 36 %) e in particolare degli album (+ 48 %), e un drastico calo delle suonerie per telefonini.