Riceviamo oggi il seguente comunicato:<br> "A.F.I., l’associazione dei Fonografici Italiani, unitamente a FIMI e PMI, ha scritto a Telecom, Rai e ad altre strutture interessate per chiedere, quali proprietari dei diritti dei contenuti musicali, la compartecipazione ai ricavi economici del televoto della competizione nota come Sanremofestival59, facente parte della 59° edizione del Festival di Sanremo.<br> L’argomento è seguito con grande attenzione vista l’ampia partecipazione a detta competizione di associati A.F.I. ed il dispendio di energie economiche che tale competizione sta comportando agli stessi."<br> Che dire? Il 21 gennaio avevamo appunto chiesto (vedi News: Sanremofestival.59: ma ‘sti soldi chi se li piglia?) alle associazioni dei discografici come mai non si fossero ancora mosse nei confronti della RAI (eppure "seguivano con grande attenzione l'argomento"...). Avevamo ottenuto una risposta da PMI, nessuna risposta da FIMI, una presa di posizione da parte di AudioCoop, e ci fa piacere vedere che adesso qualcuno si sveglia. Meglio tardi che mai...<br> Ma a questo punto, avendo seguito - unico media italiano - l'evoluzione della vicenda, Rockol non può che augurarsi un finale a sorpresa: e cioè che Paolo Bonolis annunci che tutto il ricavo dell'operazione verrà devoluto in beneficienza. Sinceramente, non vediamo perché le etichette discografiche dovrebbero ottenere una compartecipazione: sarebbe invece il caso che la SIAE chiedesse una ripartizione destinata agli autori dei brani in competizione, e che SCF chiedesse analoga ripartizione destinata ai proprietari dei supporti fonografici. Che non sempre saranno le etichette discografiche: o vogliamo sostenere che proprio nessuno dei concorrenti si è mosso in autonomia, pagandosi registrazione del brano, video del brano e votazioni via sms e telefono fisso?<br> Chissà che SIAE e SCF non ci rispondano...