La Commissione Giuridica del Parlamento Europeo ha dato la sua approvazione al progetto di legge che dovrebbe estendere da 50 a 95 anni i copyright sui fonogrammi aumentando i termini di protezione garantiti ad artisti interpreti e case discografiche. Il testo emendato esclude la possibilità che i produttori fonografici applichino delle deduzioni alle royalty degli artisti sulla base di clausole contrattuali precedentemente stipulate e prevede anche l’istituzione di un fondo a vantaggio dei turnisti di studio, finanziato con gli accantonamenti che le case discografiche dovranno effettuare ogni anno (in misura non inferiore al 20 %) sulle somme incassate dall’estensione dei copyright; la potestà di gestire tale fondo, in base alle nuove norme, sarebbe affidata alle competenti agenzie di “collecting.” La Commissione Giuridica ha anche richiesto alla Commissione Europea di rivedere entro il gennaio 2010 la normativa in vigore nel settore degli audiovisivi, così da prevedere un’analoga estensione dei termini di protezione. <br> Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri Europeo: i governi francese, tedesco e italiano appoggiano l’estensione del copyright a 95 anni, mentre quello inglese si è espresso in favore di un aumento da 50 a 70 anni. Secondo il presidente FIMI Enzo Mazza, “il voto della Commissione Giuridica del Parlamento europeo è molto importante per la cultura musicale italiana”, e rappresenta “un forte segnale a sostegno della produzione nazionale che oggi è discriminata in Europa rispetto ad altri forti Stati produttori come gli Usa”.